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lunedì 4 aprile 2011

Anche i nani hanno cominciato da piccoli

Il film di cui andremo a parlare è la terza produzione del tedesco Werner Herzog, reso noto al pubblico al festival di Cannes del 1970.
L'ambientazione spagnola è tra le più aspre ed impervie, il complesso di edifici dove si svolgono i fatti narrati è circondato da un paesaggio semi desertico, memore di antiche eruzioni vulcaniche.
Premessa sui personaggi: tutti, nessuno escluso, sono affetti da nanismo di vario genere, nessuno di essi è un attore professionista.


La prima scena è un campo medio su Hombre, la
cui presenza e risata (quasi isterica) ci accompagneranno per tutto il film, in un anonimo stanzone vuoto, impegnato a metter per il verso giusto un cartello con scritta una serie numerica.
Stacco, seconda scena: una gallina ne becchetta un'altra, morta, ed inizia ad inghiottirne le piume.
Si ritorna su Hombre e subito il dialogo ci porta in mezzo ad un interrogatorio e ad un flashback a mostrarci gli eventi passati.
Il film continuerà sulla stessa linea, dove il grottesco sfocia nell'inquietante, nel malato, nel macabro; la solita indiscutibile classe di Herzog insomma.
A scandire la pellicola ci sono solo tanti silenzi e due sole canzoni alternate, a richiamare forse l'ambientazione ispanica, sono canzoni popolari, probabilmente locali.
Non abbiamo un tema specifico, come dichiarato dallo stesso regista, ma la semplice narrazione di una vicenda, sebbene, nonostante questo, credo sia impossibile non vedere qualcosa di più in questo microcosmo avvolto da una spirale di violenza che si fa sempre più stretta ed asfissiante.


A voi.

martedì 18 agosto 2009

Tetsuo: The Iron Man

Semplicemente oltre.

Uno schizzofrenico viaggio post-industriale dettato da un morboso feticismo. Immagini forti, colonna sonora claustrofobica e un montaggio a dir poco sperimentale rendono questa pellicola unica nel suo genere, nonchè una pietra miliare del Cyberpunk nipponico.
Senza considerare che questo è il primo lungometraggio di Shinya Tsukamoto, dove oltre a gestire la regia interpreta anche il ruolo del feticista del metallo.



La trama non è sempre chiara come dovrebbe, questo non fa che aggiungere fascino alle pellicola e lo fa avvicinare al genere Weird, ma in sostanza la storia è questa:
Un feticista estremo ama inserire pezzi di metallo nella propria carne, finchè un infezione lo sorprenderà nel suo atto perverso. Impaurito scappa per la città dove viene investito da un uomo, che stranamente inizia ad avere mutazioni.


Le influenze di David Cronenberg sul cinema di Tsukamoto sono palesi: il pericoloso mischiarsi di carne e macchina sono temi ricorrenti per entrambi i registi, il canadese interpreta tutto ciò in chiave più psicologica, Tsukamoto è pura follia. Pellicole estreme che hanno segnato la storia del Cyberpunk.

I dialoghi sono praticamente inesistenti, non resta che abbandonarvi a poco più di un'ora di visioni post-industriali in ambientazioni che potranno facilmente ricordarvi il film culto Eraserhead del maestro weird David Lynch.

http://www.veoh.com/browse/videos/category/entertainment/watch/v188410fj23fNgB

venerdì 24 luglio 2009

Le Avventure del Ragazzo del Palo Elettrico

Dopo una serie di gialli all'italiana e qualche altra piccola rarità, torniamo a parlare di ciò che più ci piace, la stranezza, l'inusualità, il rompere le regole: torniamo a parlarvi di Weird.

Prima di tutto è importante premettere che è il film è stato girato con un budget irrisorio e, conseguentemente, con pochi mezzi.

Contestualizziamo un attimo: 1987, parliamo del primo mediometraggio di Shinya Tsukamoto un artista (sì, artista) che verrà con gli anni definito il capostitipe del cyberpunk giapponese e il suo successo culminerà con il più quotato Tetsuo.



Ma veniamo dunque a parlare della pellicola: la trama è piuttosto intriccata e Mr.Tsukamoto non è ci viene certo incontro per farcela capire; nonostante ciò (e nonostante la pessima recitazione) è ampiamente intuibile, io la definirei quasi un prototipo del celebre Donnie Darko, trama ovviamente incastonata in background completamente diversi.

Il film è davvero un'esperienza che va oltre al cinema anche se qualche volta il risolino non riesce a non scappare, gli effetti speciali lasciano a desiderare più di quanto possiate immaginare.

Ma parliamo dunque della trama, un ragazzo è nato con un palo elettrico nella schiena, non si sa per quale motivo ne come mai ma il simbolismo è ben chiaro: portare la luce, portare la luce è il compito di Hikari, il giovane ragazzo deforme che dovrà affrontare una rivisitazione cyber dei vampiri, gli Shinsegumi che cercheranno di allontanare la luce e la serenità dalla terra.



Tra l'altro, non vorrei essere eretico ma permettetemi un piccolo parallelo, in Neon Genesis Evangelion, il protagonista si chiama Hikari... Casualità? A livello tecnico non possiamo dir molto, il montaggio ha alcune pecche qua e la, la recitazione come già detto non è delle più convinceti ma già da questo primo lavoro si possono vedere tutte le tecniche e i dettagli che diventeranno particolarità di Tsukamoto e con Tetsuo diventeranno poi caratteristiche fondamentali delle pellicole cyberpunk. Personaggi le cui carni si mescolano con oggetti, violenti combattimenti nei sobborghi delle metropoli giapponesi, uso sperimentale (e artigianale) dello stop motion... Insomma il regista tenta ogni cosa che gli passi per la testa, idee che poi raffinerà nel corso degli anni. Dettaglio che riguarda il cast, tutti gli attori sono gli stessi che poi parteciperanno a Tetsuo, tra l'altro alcune scene di questo film compariranno sul televisore domestico del salarymen protagonista del film successivo. Beh non resta molto da aggiungere, godetevi il film tenendo sempre ben a mente cosa state vedendo, perchè questo è un film che merita di essere visto, indubbiamente per la sua particolarità ma anche per le influenze che apporterà nel cinema di Tsukamoto, in quello giapponese e non solo.

venerdì 17 luglio 2009

Begotten

Quando parliamo di Weird parliamo di un genere cinematrografico la cui attribuzione è strettamente soggettiva. Si può infatti definire Weird tutto ciò che appare bizzarro o astratto agli occhi dello spettatore, il che, come precedentemente affermato, è soggettivo.
Quando un film è Weird, dunque?
Prendo un estratto da una webzine specializzata nel genere e nel cinema "ambiguo":

"Si potrebbe dire che WEIRD è quel film che volontariamente od involontariamente, con un moto iconoclastico, rompe la rete delle regole "ortodosse" cinematografiche e di rappresentazione artistica tipica della maggior parte dei film; non solo, il WEIRD crea una frattura fra sé (il modo in cui si autorappresenta) ed il sistema di valori-percezioni-simboli della realtà dello spettatore. " (Link)

Una pellicola che viene spesso accomunata al genere Weird è Eraserhead di David Lynch (di cui abbiamo precedentemente proposto la miniserie Rabbits), ma in questo caso
Lynch non supera completamente ogni "regola" del cinema e riesce a far capire più o meno chiaramente (a seconda della nostra percezione) cosa sta succedendo, cosa che invece, in un film come Begotten non accade. Il film culto di Lynch mantiene comunque una trama, ha dei personaggi ben definiti e dei dialoghi, per quanto bizzarri.
In ogni caso avremo occasione di parlarvi (e di farvi vedere, come sempre) anche Eraserhead, questa è solo una breve introduzione al contesto al quale il film viene associato.

Un consiglio che vi diamo è quello di non cercare assolutamente altre informazioni riguardo il film, vi rovinereste la sorpresa. Poi forse sarebbe anche il caso di sottolineare come questo film sia veramente straziante e disturbante... Però poi rischiamo di farvi cambiare idea riguardo la visione :)



Due appunti tecnici, il film è in b/n pur essendo stato girato a inizio anni '90, scelta stilistica estrema ma di forte impatto emotivo. Bisogna poi stare molto attenti a titoli di testa e coda, sono parte integrante del film e grazie a loro si possono cogliere dettagli fondamentali.
Riguardo la trama, beh, non si può dir molto... Il tutto alla fin fine si basa sulle sensazioni e gli stati d'animo personali dello spettatore, che interiorizza e prova sulla propria pelle ciò che sta vedendo sullo schermo. Questa è la vera forza di Begotten. Ma non vogliamo aggiungere altro per non rovinarvi nulla. Lasciatevi condurre ai limiti del cinema con Begotten. Buona visione.