Torniamo dopo un breve periodo di vacanza/assenza. Era pur sempre agosto anche per noi. Oggi vi presentiamo una delle pellicole più importanti per l'evoluzione della cinematografia mondiale, stiamo parlando de L'Homme Orchestre, L'uomo orchestra, di Meliés.
Dalla durata brevissima, circa un minuto e mezzo, Meliés da prova di grande talento e inventiva utilizzando alla perfezione varie tecniche (mascherina-contromascherina, sovraimpressione) mescolandole e amalgamandole, arrivando a creare un'opera che potremmo osare definire concettuale: in una manciata di secondi mostra al mondo le potenzialità di tecniche e strumenti, operazioni che trasformano il cinema da mera ripresa della realtà a utensile divino col quale creare, distruggere, modificare la realtà. Certo, questa sua vena sperimentale la possiamo ritrovare in molte altre sue opere (alcune delle quali già caricate su questo blog) ma nella maggior parte dei casi le tecniche usate sono funzionali alla trama. Ne L'Homme orchestre invece non c'è trama, solo il susseguirsi di dimostrazioni delle potenzialità del cinema.
E' un po' come se Meliés volesse dire "Ecco cosa sono riuscito a fare io, forza, provate voi... Le possibilità sono illimitate.". Pensando poi al cinema moderno, c'è anche da riflettere su come si sia trasformato il tutto. Una volta se si voleva fare una cosa si lavorava direttamente sulla pellicola, ora si fa tutto (o quasi tutto) al pc, la pellicola non la si vede proprio. Forse sarà esagerato dirlo, ma è come se si fosse perso il contatto fisico col cinema, il lato passionale e viscerale della cosa. Ma queste saranno solo paranoie di un nerd di periferia...
Buona visione.
Visualizzazione post con etichetta Georges Méliès. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Georges Méliès. Mostra tutti i post
sabato 29 agosto 2009
mercoledì 5 agosto 2009
Viaggio attraverso l'impossibile
Torniamo a parlare di fantascienza e torniamo ancora a parlare di quelle pellicole che hanno segnato in modo indelebile la storia del cinema mondiale. Méliès torna a cimentarsi coi viaggi fantastici già solo dopo un anno, è infatti del 1903 il suo Voyage à travers l'impossible - Viaggio attraverso l'impossibile, pellicola che riprende l'esperienza di Viaggio nella luna ma che sperimenta nuove trovate narrative e stilistiche.
Viene ripreso lo schema narrativo e possiamo ritrovare passo passo ciò che già avevamo visto nel primo capolavoro del regista francese. Qui ad essere protagonista è uno scienziato che, costruito un mezzo di trasporto all'avanguardia, accompagna i suoi passeggeri attraverso l'impossibile. Prima tappa la Svizzera poi dritti fino al cielo e al sole e da qui si ritorna sulla terra, precipitando in mare (chiara la citazione) fino a tornare al mondo civilizzato.
Da notare i colori della pellicola dovuti non tanto a prodigi tecnologici quando al lavoro di alcuni artisti dell'epoca che hanno dipinto a mano la pellicola, permettendoci di avere tra le mani un gioiellino di film. Come già detto per Viaggio nella luna, pure questo film deve essere parte fondamentale del bagaglio culturale di chiunque si professi amante del buon cinema.
Viene ripreso lo schema narrativo e possiamo ritrovare passo passo ciò che già avevamo visto nel primo capolavoro del regista francese. Qui ad essere protagonista è uno scienziato che, costruito un mezzo di trasporto all'avanguardia, accompagna i suoi passeggeri attraverso l'impossibile. Prima tappa la Svizzera poi dritti fino al cielo e al sole e da qui si ritorna sulla terra, precipitando in mare (chiara la citazione) fino a tornare al mondo civilizzato.
Da notare i colori della pellicola dovuti non tanto a prodigi tecnologici quando al lavoro di alcuni artisti dell'epoca che hanno dipinto a mano la pellicola, permettendoci di avere tra le mani un gioiellino di film. Come già detto per Viaggio nella luna, pure questo film deve essere parte fondamentale del bagaglio culturale di chiunque si professi amante del buon cinema.
domenica 26 luglio 2009
Viaggio nella luna
Riflettendoci, non ha senso iniziare un percorso sulla fantascienza o suoi filoni senza prima citare le basi su cui si poggia il genere stesso. Ci sembra giusto, quindi, affiancare alla fantascienza moderna anche i primi film che possono essere ricondotti al genere, pellicole che in molti casi tutti conosciamo in modo però inconscio. Questo perchè certe sequenze, certi fotogrammi fanno parte dell'immaginario collettivo anche se non tutti ne conoscono la loro origine. Uno dei casi più importanti è sicuramente quello della Luna di Méliès.
Questo famosissimo fotogramma è tratto da Viaggio nella luna, quello che può essere considerato il capolavoro assoluto del pioniere filmico francese che assieme a Viaggio nell'impossibile (che posteremo tra pochi giorni) sono le matrici che daranno poi forma alla fantascienza come la conosciamo noi. Parliamo di fantascienza anche se per inizio '900 sarebbe più consono parlare di cinema fantastico, visto la poca suddivisione in generi che ancora permaneva all'epoca. Méliès e pochi altri si discostavano dal cinema fatto di vita reale, avevano capito che le possibilità che questa nuova arte offriva erano praticamente infinite. Ecco quindi che ampio spazio veniva lasciato all'ingegno e all'immaginazione, sfruttando tutto ciò che si poteva. Si deve a loro (ma in particolare a Méliès stesso) l'invenzione del montaggio e di altre tecniche cinematografiche. Insomma, tutti si ricordano dei Lumiere, forse sarebbe anche il caso di citare Georges Méliès.
Ma veniamo alla pellicola in questione. Nasce come esplicita parodia di Dalla terra alla luna di Jules Verne e di I primi uomini sulla luna di H. G. Wells e viene girato nel 1902 nei pressi di Parigi. Muto, girato con pellicola b/n a 16 fotogrammi al secondo è composto come film a quadri, cioè come una serie di scene a inquadratura fissa (con sfondi diversi e durata variabile), inanellate una all'altra per comporre una storia. La sensazione è sicuramente quella di trovarsi davanti ad uno spettacolo teatrale, o meglio, ad un balletto vista la frenesia e la velocità in cui le varie scene si susseguono. Ma veniamo alla storia, un gruppo di astronomi decide di mandare degli uomini sulla luna per esplorarla mediante un enorme proiettile che si andrà a conficcare poi nell'occhio del satellite. Uno volta sbarcati scopriranno che la luna è abitata da degli indigeni appartenenti ad una fiorente società gerarchica con tanto di re. Il film si chiude con la roccambolesca fuga degli uomini che per scappare dalla prigionia a cui li avevano ridotti gli indigeni faranno cadere il proiettile verso il basso, verso la Terra.
Un film fondamentale per qualsiasi appassionato di sci-fi ma che merita d'essere visto da chiunque sia interessao al cinema in generale. Pietre miliari della nostra cultura come questa dovrebbero essere fatte vedere nelle scuole. La cultura non è fatta solo di libri.
Questo famosissimo fotogramma è tratto da Viaggio nella luna, quello che può essere considerato il capolavoro assoluto del pioniere filmico francese che assieme a Viaggio nell'impossibile (che posteremo tra pochi giorni) sono le matrici che daranno poi forma alla fantascienza come la conosciamo noi. Parliamo di fantascienza anche se per inizio '900 sarebbe più consono parlare di cinema fantastico, visto la poca suddivisione in generi che ancora permaneva all'epoca. Méliès e pochi altri si discostavano dal cinema fatto di vita reale, avevano capito che le possibilità che questa nuova arte offriva erano praticamente infinite. Ecco quindi che ampio spazio veniva lasciato all'ingegno e all'immaginazione, sfruttando tutto ciò che si poteva. Si deve a loro (ma in particolare a Méliès stesso) l'invenzione del montaggio e di altre tecniche cinematografiche. Insomma, tutti si ricordano dei Lumiere, forse sarebbe anche il caso di citare Georges Méliès.
Ma veniamo alla pellicola in questione. Nasce come esplicita parodia di Dalla terra alla luna di Jules Verne e di I primi uomini sulla luna di H. G. Wells e viene girato nel 1902 nei pressi di Parigi. Muto, girato con pellicola b/n a 16 fotogrammi al secondo è composto come film a quadri, cioè come una serie di scene a inquadratura fissa (con sfondi diversi e durata variabile), inanellate una all'altra per comporre una storia. La sensazione è sicuramente quella di trovarsi davanti ad uno spettacolo teatrale, o meglio, ad un balletto vista la frenesia e la velocità in cui le varie scene si susseguono. Ma veniamo alla storia, un gruppo di astronomi decide di mandare degli uomini sulla luna per esplorarla mediante un enorme proiettile che si andrà a conficcare poi nell'occhio del satellite. Uno volta sbarcati scopriranno che la luna è abitata da degli indigeni appartenenti ad una fiorente società gerarchica con tanto di re. Il film si chiude con la roccambolesca fuga degli uomini che per scappare dalla prigionia a cui li avevano ridotti gli indigeni faranno cadere il proiettile verso il basso, verso la Terra.
Un film fondamentale per qualsiasi appassionato di sci-fi ma che merita d'essere visto da chiunque sia interessao al cinema in generale. Pietre miliari della nostra cultura come questa dovrebbero essere fatte vedere nelle scuole. La cultura non è fatta solo di libri.
Iscriviti a:
Post (Atom)